Quando ero bambino, il momento dell’appello in classe era il mio piccolo incubo quotidiano. Sapevo esattamente cosa sarebbe successo: la maestra avrebbe scandito i nomi e, arrivata alla “F” del mio nome, io mi sarei bloccato. Quella sensazione di parole intrappolate, di occhi puntati addosso, di vergogna sottile ma persistente, l’ho portata con me per anni.
È proprio da questi ricordi che è nato “Le avventure di Teo”, una collana di libri illustrati che avrei voluto trovare sulla mia scrivania da bambino. Non sono uno scrittore né un illustratore di professione – sono un ingegnere informatico che ha sempre cercato libertà e autonomia. Ma questa volta, la tecnologia mi ha permesso di dare forma a un progetto che avevo nel “cassetto”.
Perché questa collana?
La balbuzie è spesso incompresa. Non è solo un “incepparsi” nel parlare, ma un’esperienza che coinvolge dimensioni emotive, cognitive e sociali profonde, soprattutto per un bambino. Chi non l’ha vissuta fatica a capire quanto possa condizionare la quotidianità: ordinare una pizza, alzare la mano in classe, fare nuove amicizie, palesarsi ad un* ragazz*.
Quando ho iniziato a immaginare questi libri, volevo creare qualcosa che potesse:
- Far sentire meno soli i bambini che balbettano
- Offrire strumenti pratici presentati in modo giocoso
- Educare compagni di classe, insegnanti e genitori all’inclusione
- Trasformare in avventure quotidiane le piccole e grandi sfide comunicative
Ogni volume di Teo racconta un pezzo della mia storia, rielaborata attraverso gli occhi di un bambino di oggi. C’è il primo giorno di scuola, la festa di compleanno, l’amico che diventa “traduttore”, la maestra che sa valorizzare senza far sentire diversi.
Come è nato il progetto: un matrimonio tra creatività e AI
Quando mi sono seduto davanti al computer per iniziare questo progetto, mi sono reso conto che la mia esperienza personale era il materiale grezzo, ma mi mancavano gli strumenti per trasformarla in libri illustrati di qualità professionale. Ed è qui che è entrata in gioco la tecnologia.
Le lunghe attese della Metro B1 di Roma e l’app “Note” di iOS sono state fondamentali.
Per i testi e la struttura narrativa: Ho utilizzato Claude.ai, con cui ho potuto raffinare le mie idee grezze, strutturare le storie, e assicurarmi che il linguaggio fosse accessibile ai piccoli lettori senza essere infantile. Claude mi ha aiutato a mantenere un equilibrio tra momenti di difficoltà realistici e soluzioni pratiche, incorporando sottilmente tecniche logopediche vere nelle avventure di Teo.
Per le illustrazioni: Con ChatGPT di OpenAI ho generato descrizioni dettagliate di scene che potessero rappresentare visivamente le emozioni e le situazioni vissute da Teo. Ho cercato uno stile acquerello-digitale caldo e rassicurante, con personaggi realistici in cui i bambini potessero identificarsi facilmente.
Per l’impaginazione: Canva è stato il mio strumento principale, permettendomi di creare un layout coerente con testo a sinistra e illustrazioni a destra, rispettando i requisiti di Amazon KDP per i libri illustrati con copertina rigida.
Per i ritocchi finali: Photoshop mi ha permesso di perfezionare alcune illustrazioni, uniformare la palette cromatica e risolvere piccoli dettagli tecnici per la stampa.
Dalla mia balbuzie ai libri di Teo
C’è qualcosa di profondamente terapeutico nel trasformare le proprie difficoltà in strumenti di aiuto per gli altri. Ogni volta che finivo di lavorare su una pagina, sentivo che stavo anche dialogando con il bambino che ero, quel bambino che spesso evitava di parlare per paura di incepparsi.
Quando ho caricato i file su Amazon KDP e ho ricevuto le prime copie cartacee, ho provato un’emozione difficile da descrivere. Tenere in mano un libro nato dalla mia esperienza, realizzato grazie a tecnologie che allora erano impensabili, mi ha fatto riflettere su quanto sia cambiato il mondo e quanto possiamo fare oggi per le nuove generazioni.

Un invito ai genitori, agli educatori e ai logopedisti
“Le avventure di Teo” non vuole e non può sostituire il supporto professionale di logopedisti e psicologi, che resta fondamentale. È piuttosto un compagno di viaggio, “porgere una mano”, un modo per normalizzare le difficoltà e celebrare i piccoli progressi quotidiani.
Se conosci un bambino che balbetta, se sei un genitore, un insegnante o un professionista che lavora con questi bambini, spero che questi libri possano essere uno strumento in più nel tuo arsenale. Perché a volte, per attraversare le tempeste della balbuzie, serve anche un po’ di magia sotto forma di storie in cui riconoscersi.
E forse, se il piccolo Fabrizio di trent’anni fa avesse avuto Teo come amico immaginario, il suo viaggio sarebbe stato un po’ meno solitario.
I libri della collana “Le avventure di Teo” saranno disponibili su Amazon in formato cartaceo con copertina rigida e altri formati. Per ogni copia venduta, una percentuale sarà devoluta a progetti di supporto logopedico per famiglie con difficoltà economiche.
Presto disponibile su Amazon.it

