WordPress Hosting? Altolà Aruba!

Nell’ultimo periodo mi sono imbattuto nell’incremento delle performance dei progetti da me supervisionati basati su WordPress.

In alcuni casi, soprattutto se la nota piattaforma CMS viene affiancata da potenti e pesanti plug-in (vedi WooCommerce, Visual Composer, ecc.) può richiedere hosting (o server) particolarmente performanti e ottimizzati per WordPress.

Ovviamente do per scontato che tutti abbiate installato e parametrizzato un plugin per attivare un sistema di cache (consiglio W3 Total Cache)

Iniziamo il test! Sono partito con il sito dell’attività della mia compagna 🙂

Gode di un buon posizionamento nei motori di ricerca, ma notavo una particolare lentezza nei tempi di risposta e nella gestione delle query (intendo attraverso wp-admin). Questo mi viene confermato dal tempo trascorso per il download di una pagina, dato reperibile attraverso Google Search Console. Il sito era gestito da un classico Hosting Linux di Aruba. Sinceramente non godo molta simpatia verso questo hoster per tanti buoni motivi, per questo, vado subito su google.it e comincio la ricerca di “Hosting per WordPress”. Chiedendo a qualche amico-nerd, forum e leggendo vari test, ho selezionato e provato SiteGround e GoDaddy (entrambi con soluzioni dedicate a WordPress).

SiteGround, senza fare troppe introduzioni al servizio offerto, vince sulla “carta” ma, appena completo il carrello, mi rendo conto che vuole tutti i soldi subito, quindi gli devi pagare 12 mesi di servizio, altrimenti, se desideri fare una prova, paghi €20 come spese di installazione. Comunque hanno 30 giorni di soddisfatti o rimborsati.

Per iniziare, ho scelto GoDaddy – pagamento mensile. Terminato il carrello e quindi lo strisciare del mio conto PayPal, mi arriva l’email di attivazione con alcuni suggerimenti su come attivare il servizio.

Prima di migrare, faccio la routine: bel backup di tutto, scaricato e testato in locale e cambio del servizio Aruba da Hosting Linux a Gestione DNS senza Posta. Torno subito su GoDaddy e provo il tool di migrazione automatica del sito, inserisco i parametri richiesti e….fallito! Riprovare? Si. Fallito! Figo!

Ora arriva il bello! Ti vengono dati parametri SFTP/SSH, accesso a phpMyAdmin, gestione del dominio, backup e una installazione pronta di WordPress. Quindi dimenticatevi un bel pannello user-friendly tipo cPanel o simili, se vi occorre estrarre un archivio, cominciate ad avviare il terminale. Per farvela breve, grazie al plug-in WordPress Move, un paio di “calci” al database e qualche botta di SSH sono riuscito a travasare tutto. Aruba, con molta calma, cambia il servizio e inserisco il nuovo indirizzo IP (attenzione, non ci vengono dati dei Nameserver!).

Passa qualche giorno, faccio qualche test con PageSpeed e LoadImpact (parametrizzato a 10 utenti), devo dire che le migliorie sono ben visibili e confermate da Google Search Console (il cambio è avvenuto all’inizio di Giugno).

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Quindi, tralasciando la difficoltà iniziale per il trasferimento, consiglio GoDaddy per progetti poco esigenti a livello di “strumenti per sviluppatori in erba”. Attraverso il pannello si può accedere al backup con 30 punti di ripristino di file e database.

Poco dopo, un nostro cliente ha la stessa necessità, da poco ha avviato una possibilità di business negli USA, creando quindi un distaccamento del suo sito verso questo tipo di mercato. Attualmente il suo sito si trova su VPS in Italia, quindi, abbiamo estrapolato la parte del sito dedicato al mercato USA e installato su SiteGround.
Appena concluso il pagamento, ci arriva una telefonata, risponde un mio collega dal centralino e mi viene passata la telefonata: “SiteGround le da il benvenuto!” (ovviamente in lingua inglese).

Cominciamo! Attraverso il loro pannello la prima cosa che risalta è il programma di affiliazione, mettono a disposizione molti soldi se “divulghi” il loro nome. Poi ci sono consigli e “How To” su come parametrizzare il tuo sito. SiteGround a differenza di GoDaddy ti permette di gestire il tuo hosting attraverso cPanel, in più, al suo interno ci sono dei tool per la gestione e ottimizzazione della cache e altre piccole “chicchette” per il tuning e monitoraggio. A livello di performance non posso paragonare GoDaddy con SiteGround, il primo gode di archiviazione SSD, il secondo è tutto merito della cache e archiviazione di tipo SAS, solo il piano GoGeek ha SSD.

In conclusione, se desiderate delle ottime prestazioni da progetti basati su WordPress, optate per piani hosting studiati e ottimizzati per lo stesso. Se dovessi acquisire un nuovo cliente, senza ombra di dubbio acquisterei SiteGround, ma occhio al numero di visite! Se andate oltre, restate a piedi!

Aggiornamento 31/8/2015

Trascorsi circa 15 giorni dall’acquisto, ho conferma dell’effettivo miglioramento in termini di prestazioni. Questo si può verificare da Google Search Console, ecco qui il grafico:

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Quel netto decremento di tempo trascorso per il download è associabile alla migrazione dal vecchio provider a SiteGround. Devo dire che provenivo da VPS in Italia con 2 gb di RAM, 2 Core e 50 GB di disco, pagando, oltre al canone mensile, €35 di gestione sistemistica, la quale, copiando il testo dal sito del fornitore, consiste:

VPS Managed è il servizio che ti garantisce la totale tranquillità. Il tuo server virtuale sarà curato direttamente dal nostro team di specialisti: aggiornamento, installazione, configurazione e controllo delle performances per avere il tuo server sempre online.

Per chiudere l’argomento vecchio fornitore, secondo loro, per incrementare le performance del mio sito, dovevo prendere altri 2 core al costo di €25/mese (ma dai?!). Sul sito ci sono 5 installazioni di WP, solo due “attive” con traffico, la prima ha circa 50/60 unici al giorno, la seconda (che ho trasferito su siteground) ha circa 300 unici al giorno.

Di seguito invece, uno screenshot dei vari tipi di “cache” che offre la versione arricchita di cPanel quando si acquista un piano con SiteGround

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